A cosa serve la TAC?
Grazie alla elevata qualità delle immagini che è in grado di fornire, la TAC permette di studiare lo stato di salute degli organi interni, delle ossa, dei vasi sanguigni e dei linfonodi. Si tratta di un esame usato nella ricerca di neoplasie primitive o di localizzazioni secondarie. Trova anche un importante utilizzo nello studio del sistema nervoso centrale e del sistema vascolare e urinario. È molto utilizzata anche nell’urgenza in seguito ad emorragie ed ischemie cerebrali, aneurismi toracici e addominali, embolie polmonari, traumi di vario genere.
Come si esegue una TAC?
Il paziente, si sdraia su un lettino mobile con cui entra per alcuni secondi all’interno di un grande e sottile anello chiamato Gantry, all’interno del quale si trova la fonte radiogena. Mentre il lettino scorre attraverso il Gantry, al suo interno l’unità solidale tubo e detettori tra loro opposti ruotano; il tubo emette i raggi x mentre i detettori assorbono l’energia che ha attraversato il paziente. Per tutta la durata della TAC, il paziente può contare sul supporto del TSRM, il quale ha il compito, oltre di eseguire l’esame, di fornirgli tutte le istruzioni utili al buon esito della procedura e rassicurarlo in caso di eventuali timori. Non si tratta in alcun modo di un esame doloroso o invasivo.