Obiettivo 75 per cento: vaccinare contro l’influenza almeno 3 anziani o pazienti a rischio su 4. L’indicazione è del ministero della Salute, a poche settimane dall’avvio della campagna vaccinale. La linea che descrive, anno per anno, l’andamento dell’adesione alla campagna vaccinale, è emblematica: dal 2014 al 2020 è sempre in salita, passando dal 48,6 al 65,3 per gli anziani e dal 13,6 al 23,7 per la popolazione in generale, scrive Il Messaggero. Poi, inizia la discesa preoccupante, confermata ogni anno, e scesa nel 2023/2024 al 53,3 per cento per il totale degli anziani (dunque 10 punti in meno) e al 18,9 per la popolazione in generale (quasi cinque punti in meno).
I numeri come al solito appaiono freddi e poco incisivi, ma la sintesi migliore è della dottoressa Maria Rosaria Campitiello, capo del dipartimento di Prevenzione al Ministero della Salute: «Stiamo pagando gli effetti della pandemia: la diffidenza suscitata dai vaccini contro il Covid, realizzati velocemente vista l’emergenza che c’era in corso, si è trasferita anche su quelli, rodati e collaudati, anti-influenzali. Questo è un problema serio perché oggi noi dobbiamo avere chiaro che l’influenza non può essere sottovalutata quando si parla di anziani e i soggetti a rischio. Ma anche per le donne in gravidanza il vaccino anti-influenzale è utile perché garantisce immunità fino ai primi sei mesi di vita».