Upgrade tecnologico per il sincrotrone del Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao) di Pavia. L’acceleratore di particelle del Cnao, una delle sole 6 strutture di eccellenza al mondo per le cure oncologiche con adroterapia e l’unico in Italia in grado di erogare trattamenti sia con protoni sia con ioni carbonio, vede l’implementazione di una terza e nuova sorgente adronica dedicata alla produzione di fasci di particelle, per erogare cure oncologiche di precisione ancora più avanzate e garantire una medicina sempre più personalizzata ed efficace ai pazienti affetti da tumori inoperabili o resistenti ai tradizionali trattamenti radioterapici, scrive Il Sole 24 Ore. La nuova sorgente è in grado di produrre varie specie ioniche. Nello specifico, sarà utilizzata per la produzione di elio, ossigeno e litio, che hanno caratteristiche radiobiologiche differenti rispetto a protoni e ioni carbonio e, quindi, sono di notevole interesse per i trattamenti radioterapici oltre che per studi radiobiologici. La terza sorgente sarà inoltre impiegata per la produzione di ioni ferro, una specie di notevole interesse dal punto di vista aerospaziale: il fascio di ferro verrà, infatti, utilizzato nell’ambito di esperimenti di irraggiamento di materiali da utilizzare nella costruzione di dispositivi impiegati nelle missioni spaziali.
L’adroterapia è una forma avanzata di radioterapia, che sfrutta le caratteristiche di protoni e ioni carbonio, particolarmente efficaci per il trattamento di tumori inoperabili o resistenti alla radioterapia convenzionale. Dal 2014 l’adroterapia è entrata nel Sistema sanitario nazionale e nel 2017 è stata inserita nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) dal Ministero della Salute per una decina di indicazioni cliniche, ma la letteratura è in continua evoluzione quindi, potenzialmente, potranno aggiungersene altre.